Dead Snow



















REGIA: Tommy Wirkola;
ANNO/LUOGO: 2009, Norvegia;
GENERE: splatter, commedia horror;
ATTORI PRINCIPALI: Vegar Hoel, Stig Frode Henriksen, Charlotte Frogner.

"C'è una presenza demoniaca qui,
una presenza che non vorreste svegliare!"

voto: * * * *

Un gruppo di ragazzi va sulle candide montagne innevate della Scandinavia per passare le vacanze pasquali in allegria in un' isolato cottage. Appena cala la notte però uno strano tipo si presenta alla loro porta e gli narra una strana storia: durante la seconda Guerra Mondiale un gruppo di nazisti si era stanziato proprio nella cittadina ai piedi della montagna e capitanati da un gerarca crudele e sadico avano seminato morte e terrore fra gli abitanti. Questi però, stanchi delle sevizie che erano contretti a subire, si erano ribellati: i nazisti così rubarono tutto l' oro della città e fuggirono sulle montagne, dalle quali però non fecero mai ritorno..
I ragazzi rimangono turbati dalla storia ma non gli danno credito, così quando il vecchio se ne va continuano a festeggiare allegramente.. finchè non si renderanno conto che fuori dal loro cottage si aggirano dei famelici nazisti-zombi assetati di sangue!!

Il livello di trash di questo film lo si calcola altissimo anche solo dal fatto che i protagonisti cattivi sono degli zombi nazisti che si aggirano su delle candide montagne innevate (oddio ma vi rendete conto???), rendendomi questa pellicola assolutamente imperdibile!!!
Il commento generico è BELLISSIMOOOO!!!
Si vede che il regista adora il Maestro Raimi e ci propone un film che deve tutto a La Casa, che infatti cita ed omaggia in tutto e per tutto, a partire dall' idea di base (ragazzi che passano le vacanze in una baita sperduta e risvegliano entità mostruose), passando per scene intere (quando gli zombi agguantano uno dei malcapitati e gli schiacciano gli occhi con le dita.. non vi ricorda qualcosa?) e scelte di montaggio, fino ad arrivare al protagonista che si taglia il braccio destro per respingere l' infezione del male!
Dead Snow però non è soltanto una pellicola-omaggio, anzi vive di vita propria muovendosi fra sequenze serie e sequenze animate da una fresca ironia stile L' Alba del Morti Dementi, ma moooolto più splatter e azzardata che non potrà non soddisfare gli amanti del genere!
Fra le mie preferite tutta la sequenza iniziale di inseguimento nella notte sotto le note di In the Hall of the Mountain King, e la carica dei nazi-zombie nella battaglia finale accompagnata da una specie di musichetta coutry norvegese (l' intera pellicola ci propone una colonna sonora pop-rock del luogo, con qualche spruzzata di immancabile death metal).. senza pari alcuno!
Gli effetti speciali, per quanto amatoriali, sono davvero ben realizzati e i fiumi di sangue che si riversano per tutta la pellicola nel complesso non appaiono mai farlocconi; molto bello anche il trucco degli zombie, grottescamente calcato, e i loro costumi, ottima ricostruzione (apparte quello in tuta bianca che sembra arrivare dal RIS, fa spisciare!).
In sostanza, come penso si sia capito, questo Dead Snow mi è proprio piaciuto! ovviamente prendiamolo per quello che è: una pellicola da catalogare a pieni diritti nell' horror-trash più puro, leggera, divertente e soprattutto irriverente! da vedere armati di stomaco forte, una massicia dose di sana ironia, e tanta voglia di divertirsi!!!
by *Asgaroth

CONSIGLIATO: assolutamente si!





Road to L. - il mistero di Lovercraft




















REGIA: Federico Greco, Roberto Leggio;
ANNO/LUOGO: 2005, Italia;
GENERE: documentario, paranormale;
ATTORI PRINCIPALI: Roberto David Purvis, Simonetta Solder, Fausto Sciarappa, Federico Greco.

"Ci sono più cose in Cielo e in Terra,
che nei tuoi peggiori Incubi"

voto: * * */*


Secondo le biografie ufficiali lo scrittore americano H.P.Lovecraft non ha mai lasciato il suo continente. Ora però è stato ritrovato in Italia un manoscritto che sembrerebbe autentico nel quale lo stesso Lovecraft riporta di un suo viaggio nella zona del Polesine (alla foce del Po) datato 1926 alla ricerca di inquetanti e misteriosi miti del luogo.. Incredibilmente il folklore della zona sembra avere molti punti in comune con le terrificanti storie da lui scritte dopo quel fantomatico viaggio.
Così un gruppo di filmakers composto da tecnici internazionali, uno dei ritrovatori del manoscritto e David, un attore americano, hanno 10 giorni di tempo per recarsi sul luogo e girare un documentario nella speranza di riuscire a scoprire un vero e proprio collegamento tra Lovecraft e il Polesine.
Sfortunatamente per loro la cittadinanza del luogo si rivale da subito ostile e chiusa a riccio verso gli estranei, ancora di più se questi cercano di indagare i lati più oscuri delle loro tradizioni.. senza contare che quello che doveva essere il loro appoggio, il giovane Andrea Roberti che aveva anni addietro intrapreso una tesi proprio sulla connessione tra lo scrittore e il delta del Po, è misteriosamente scoparso nel nulla.. che avesse veramente scoperto qualcosa che non doveva scoprire? Anche i filmakers si renderanno ben presto conto che qualcosa di realmente misterioso ed inquetante li circonda..

La grafica non proprio accattivante del DVD e il fatto che fosse una simil-documentario peraltro di fattura italiana, non mi avevano propio convinto al 100%.. senza contare le immagini sul retro del DVD dove si intravede una faccia caprina che non promette niente di buono..
Ma si parlava di Lovecraft, così ho voluto provare.. e devo ammetere che questo film mi è proprio piaciuto un sacco!
La pellicola si struttura come se fosse un film composto da pezzi di interviste (quelle che poi andranno a comporre il vero documentario che è possibile vedere negli extra) e i dietro le quinte del documentario stesso: in pratica questo Road to L. è un "documentario del documentario" che gli stessi filmakers hanno voluto montare per testimoniare quello che hanno vissuto mentre giravano H.P.Lovecraft - Ipotesi di un viaggio in Italia.
E' da notare che l' intero film rivive, in maniera più moderna e con qualche ovvio cambiamento, proprio la storia di L' Ombra su Innsmouth, che viene più volte citata come opera tratta in tutto e per tutto da ciò che Lovecraft ha potuto vedere nel Polesine, anche perchè Innsmouth ha veramente molti tratti in comune con quella zona palustre: Road to L. si fonde così alla finzione letteraria, che a sua volta si fonde con la realtà folkloristica e geografica del Polesine.
Il bello della pellicola è sicuramente proprio il fatto che per tutto il tempo ci è impossibile distinguere la finzione cinematografica dalla realtà documentaristica: il fatto stesso del ritrovamento del diario dello scrittore che narra di un viaggio nel Polesine (fattore scatenante di tutta la vicenda) è una notizia fallace, che non ritrova riscontri veritieri nella realtà, ma che ci viene posta in maniera logica e accompagnata da interviste ad esperti, forse false, ma decisamente ben realizzate, tanto che è impossibile alla fine del film non adare a controllare di persona su internet; in contrapposizione ci vengono fornite informazioni interessanti sul folklore del luogo nelle quali gli appassionati di Lovrecraft non potranno non trovare similitudini con le sue opere.
Anche le varie interviste agli abitanti del luogo risultano abbastanza veritiere (apparte qualche piccola eccezzione in cui è evidente la loro teatralità, che tendono a calcare un po' troppo), e rispecchiano quel' ostilità che nei piccoli centri rurali viene riservata agli stranieri, soprattutto quando questi fanno domande su cose che non li riguardano, ricalcando ancora una volta tratti tipici dello stile Lovecraftiano.
I filmakers invece fanno tutti ottime prove, tanto che è difficile capire se stanno recitando oppure no!
Tecnicamente ci troviamo di fronte ad un' ottima produzione, per quanto in parte amatoriale, che ci propone una fotografia e delle riprese pulite e chiare, che risultano sempre realistiche; peccato per il montaggio sonoro che a volte sovrasta i dialoghi, e la non proprio brillante operazione di sottotitolatura che spesso sfoltisce i dialoghi traducendo solo alcune frasi. 
Infine un plauso va alla scelta, che avvalora ulteriormente questa semplice produzione, di non strafare con apparizioni "demoniache" o "mostri deformi" (visto che di quelli si parla), che sarebbero risultati fittizzi, ridondanti e forzati, ma di optare per il pervadere l' intera pellicola da un senso di angoscia e mistero che aumenta nei momenti in cui i filmakers sembrano entrare in contatto (anche a loro insaputa) con qualcosa di orribile ed inquetante, ricalcando quell' espediente del "vedo non vedo, ma lascio che l' immaginazione corra al galoppo" che richiama subito alla mente The Blair Witch Project e che ancora un volta funziona più che egregiamente, portando gli attori e noi con loro (proprio come succede ai protagonisti Lovecraftiani) da un sano scetticismo ad un crescendo di insinuose paure (la casa abbandonata immersa nel bosco con musichetta già di per se inquetante che proviene dal suo interno.. forse ero più predisposta del solito, ma devo ammettere che li e alla fine mi sono letteralmente ritrovata col sangue gelato :p), che sfociano nell' incontro non con la paura, ma con l' orrore.

*Asgaroth


CONSIGLIATO: si!


Blade Runner
























REGIA: Ridley Scott;
ANNO/LUOGO: 1982/U.S.A;
GENERE: fantascienza;
ATTORI PRINCIPALI: Harrison Ford,
Rutger Hauer, Daryl Hannah, Sean Young.

"Bella esperienza quella di vivere nel terrore vero?"

voto: * * / *


2019, Los Angeles.
6 Replicanti (uomini creati in laboratorio) dirottando un'astronave riescono ad arrivare sulla Terra.
Deckard, poliziotto specializzato nel trovare e terminare i replicanti, ha l'incarico di fermarli ma la missione sembra non essere così semplice...

Ispirato al romanzo "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" di Philip K.Dick, questo film è considerato un classico indiscusso del cinema di fantascenza... ahimè penso che sia un pò troppo sopravvalutato: la complessa trama avrebbe avuto bisogno di un prequel che descrivesse in maniera più dettagliata la storia dei Replicanti così come anche qualcosa di più sul protagonista e sul mondo futuristico in cui si ambienta il tutto.
Persino l'ormai famosissimo monologo del boss/replicante Roy Batty calato nel contesto è davvero sopravvalutato! Personalmente mi aspettavo davvero qualcosina i più.. peccato!
L'unica cosa che ho trovato interessante è il finale aperto che lascia lo spettatore confuso e crucciato a pensare.Tutto il resto l'ho trovato tranquillo, alquanto lento e non così coinvolgente come speravo.
Tecnicamente non ci sono effetti speciali esaltanti, la pellicola è quasi integramente avvolta in scene molto scure e noir in stile anni 80 caratterizzate da lunghe riprese della città sottolinetate da una musica elettronica.
Da ricordare l'ambientazione della casa dell'inventore immersa nei suoi giocattoli inquietanti.
La prova degli attori è buona anche se i personaggi e le loro storie, come già detto sono solo appena accennati.
Nel complesso un film da vedere ma senza esagerate aspettative.
by Midnight*
CONSIGLIATO: ni.

Piccoli Brividi - Il Pupazzo Parlante 3



TITOLO ORIGINALE: Night of the Living Dummy III;
GENERE: horror per bambini;
ANNO/LUOGO: 1996, U.S.A;
N° SERIE: 2;
N° EPISODIO: 24.

"Spero che ti troverai bene in questa famiglia di pupazzi pazzi!"

voto: * * *


Il signor  O'Dell è un ventriloquo, e si diverte insieme alla sua famiglia a giocare con i pupazzi, che conserva in soffitta. Tutto è apparentemente sereno fin quando un giorno porta a casa Sleppy, un nuovo pupazzo...


WOW!!! Sin dai primi minuti ci siamo chieste chi fosse diventato crescendo il giovane cuginetto, poichè ci sembrava avesse un viso noto, e infatti..... è HAYDEN CHRISTENSEN!!!!!!!!!!!!!!!!! prometteva già bene XDDD!
Questo episodio seppur il terzo di una minisaga all' interno di Piccoli Brividi è in realtà a se stante dai capitoli precedenti, avendo come unico filo conduttore il pupazzo demoniaco. La storia è carina, anche se non ci regala niente di estremamente entusiasmante  e ci ricorda a tratti il recente The Hole (che molto probabilmente si è ispirato a questa puntata..).
Piccola pecca la realizzazione dei pupazzi, soprattutto Sleppy che  sembra tutt' altro che inquetante, risultanto insopportabile alla vista.. sarebbe stato molto meglio se si fossero ispirati alla copertina del romanzo originale, o a qualcosa di simile ai pupazzi di Dead Silence.




"La storia di oggi racconta 
di un pupazzo malvagio che prende vita.
Vi auguro una buona serata, 
sedetevi e godetevi la storia ragazzi..."
R.L.Stine



Piccoli Brividi - La Maschera Maledetta




TITOLO ORIGINALE: The hounted mask;
GENERE: horror per bambini;
ANNO/LUOGO: 1993, U.S.A;
N° SERIE: 1;
N° EPISODIO: 1.


"Bye bye Carly Beth,
bye bye!"


voto: * * *


Mancano pochi giorni ad Halloween, e Carly Beth stanca di essere sempre presa in giro dai compagni decide di acquistare una maschera spaventosa per fargli uno scherzo. Ma una volta indossata capirà che non era una semplice maschera...

Ritrovate alcune cassette perdute di questa fantastica serie abbiamo deciso di rivederle con piacere e di inserirle nel nostro Labirinto del Terrore, visto che sempre di paura si parla!
Questo primo episodio ci cala con maestria in un filone di storie indirizzate ad un pubblico più giovane pur riuscendo comunque a coinvolgere anche i più grandi; è un piacere vedere queste puntate perchè hanno sempre un qualcosa di inquetante ed interessante, che ci riporta alla nostra infanzia malata...
Nello specifico questo è il primo episodio di tutte le serie tratto da uno dei libri più famosi della saga Piccoli Brividi: tecnicamente, considerato il target e l' anno in cui è stato realizzato, ci propone degli effetti speciali stile "casereccio", ma nel complesso non male (memorabile la sequenza in cui le maschere prendono vita e rincorrono la protagonista volando XDDDDD); così come gli attori, che sono tutti bambini o al massimo adolescenti, seppur regalandoci prove base riescono comunque a conivolgerci :)
Piccola perla finale la scenetta di chiusura con R. L. Stine (l' autore dei romanzi), che come in tutte le puntate introduce e chiude la storia, qui mostrandoci i suoi "genitori" che terrorizzati dalla visione dell' episodio appaiono smostrati e resi punk dalla paura XDDDD






"Tra poco vedrete sul vostro televisore uno dei miei racconti preferiti: La Maschera Maledetta.
E' la famosa storia di Halloween di una ragazzina che si chiama Carly Beth. L' orrore ha inizio quando Carly Beth si mette sul volto l' orribile maschera maledetta e ha fine solo quando si rende conto che non cè niente di più potente dell' amore della famiglia e degli amici.
Che cosa cè di tanto pauroso? lo vedrete! 
attenti signori, la paura vi aspetta.."

R.L.Stine







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