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A Quiet Place

















REGIA: John Krasinski;
ANNO/LUOGO: 2018 / USA; 
GENERE: post-apocalittico / horror / fantascienza;
ATTORI PRINCIPALI: Emily Blunt, John Krasinski, 
Noah Jupe



voto: * * * / * 

"shhhhh"

TRAMA:
Una famiglia (padre, madre e tre bambini) vivono in una casa in mezzo ai campi immersa letteralmente nel silenzio.
Qualsiasi minimo rumore potrebbe minare la loro incolumità attirando a sè i terribili mostri/alieni giunti sulla Terra...

RECENSIONE:
Il buon John Krasinski debutta con l'horror (qui nei panni del protagonista accanto alla moglie Emily Blunt nota su queste pagine in Wind Chill)  e ci porta in una nuova realtà fatta di silenzio e terrore.
Le aspettative non erano altissime ma, come vi avevamo detto nella nostra rubrica "Cosa esce di brutto?" speravamo in un film gradevole e, fortunatamente siamo state accontentate.

A Quiet Place è un film che fila liscio e si lascia guardare con piacere grazie ad una trama semplice che funziona e un buon apparato tecnico che la sorregge a dovere.

Niente di innovativo o particolarmente originale, siamo difronte ad un classico survival / post-apocalittico ma la sua forza sta nell'assenza (quasi) totale di dialoghi.
Tutto infatti è avvolto nel silenzio e allo spettatore non resta che restare immobile davanti allo schermo, nel terrore di fare anch'esso il minimo rumore.
Non manca quindi la tensione che, possiamo dirlo, ci ha tenute incollate alle poltroncine della sala, e pure i salti sulla sedia ben riusciti ed enfatizzati dal silenzio che accompagna tutto il resto.
Un altro punto di forza sta nella trama che non si perde in superflue spiegazioni ne su come tutto sia iniziato ne su come finirà.
Krasinski  si limita a raccontarci la vita, la quotidianità di una famiglia sbalzata in una nuova terribile realtà nella quale aggrapparsi alla speranza è l'unico modo per sopravvivere e non sprofondare nello sconforto.

*Attenzione SPOILER*
Finale forse un po' troppo enfatizzato (la scena di lei che carica il fucile in stile Rambo forse era evitabile) ma nel complesso ci sta.
Tecnicamente siamo su un buon livello: la fotografia, il montaggio, la colonna sonora e persino i mostri (praticamente identici a quelli di Stranger Things) uniti ad una buona recitazione degli attori compongono nel complesso un film decisamente ben confezionato.
*fine spoiler*

Che dirvi quindi, per noi è un si! 
Daje Krasinski che siamo sulla buona strada!

CONSIGLIATO: SI.

Il Rituale




















REGIA: David Bruckner; 
ANNO/LUOGO: 2017 / Inghilterra;
GENERE: survival, horror;
ATTORI PRINCIPALI: Rafe Spall, Arsher Ali,
Robert James-Collier,
Sam Troughton 

"Cosa diavolo succede in questo posto?"

voto: * * * *

Quattro amici decidono di fare un viaggio in mezzo alla natura in memoria di un loro amico scomparso.
Dopo la caduta di uno di loro decidono di uscire dal sentiero e tagliare per la foresta sperando di raggiungere la meta prima di sera. Purtroppo questa scelta si rivelerà essere quella sbagliata...

Consigliatomi dallo stesso Netflix mi sono addentrata in questa visione con curiosità.
La trama, apparentemente il "solito" survival con gruppo di idioti che si perde nel bosco e si imbatte nel serial killer di turno, si rivela invece essere molto più profonda di ciò che sembra.
Tutto ruota attorno all'amicizia dei quattro (per altro tutti uomini, borghesi, sposati e con figli quindi non i soliti adolescenti in cerca di avventure) e al trauma legato alla morte del loro caro amico. Si scava nell'Io attraverso le paure e il bosco che si fa sempre più scuro ed impervio, lo si fa attraverso discussioni e (bellissimi) incubi fin troppo realistici per essere solo sogni. 
Riuscita la scelta di non mostrarci quasi nulla fino alla fine con un sapiente gioco di vedo/non vedo che funziona; l'ottima fotografia e la colonna sonora fanno il resto conferendo al tutto una buona dose di angoscia e qualche salto sulla sedia.
Qualcosa di meno riuscito c'è (non è il film perfetto certamente) però siamo su un ottimo livello complessivo.
*Attenzione SPOILER*
L'arrivo dei due ultimi sopravvissuti al piccolo villaggio di bifolchi apre un altro capitolo alla storia e finalmente vediamo il "mostro" in tutto il suo splendore *-* Una specie di caprone/cervo/krampus/feticcio voodoo con fattezze semi umanoidi (davvero inquietante la scena in cui intima il protagonista ad inchinarsi a lui!) che pare essere un figlio bastardo di Loki (Dio della mitologia nordica).
Davvero bella la sequenza finale che vede il protagonista lottare con il mostro (che rappresenta anche il suo senso di colpa e il dolore per la morte dell'amico) e vincerlo, uscendo dalla foresta urlandogli contro con tutta la forza rimastogli.
Sipario. Applausi.
In tutto questo però, come accennavo prima, ci sono anche delle parti un po' gni gni... in primis il significato delle mummie-viventi e il motivo per cui quando prendono fuoco fanno dare di matto al mostrone (cosa c'entravano con lui? e cosa c'entravano in generale? Erano forse i corpi mummificati degli abitanti del villaggio tenuti lì come tributo al mostro? non è molto chiaro tutto ciò. 
Speravo di poter scoprire di più leggendo il romanzo ma il libro si trova solo in inglese purtroppo. 
A tal propostto se qualcuno lo ha letto o ha delle teorie in merito a questa cosa mi dia delucidazioni.
*fine SPOILER*
Concludendo che altro posso dirvi? Che a me questa pellicola è piaciuta e non poco perciò se avete Netflix dategli una chance perché se la merita!

Recensione di Midnight

CONSIGLIATO: Si!

Eden Lake






















REGIA: James Watkins; 
ANNO/LUOGO: 2008 / Inghilterra;
GENERE: thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Michael Fassbender,
Kelly Reilly, Jack O'Connell. 

"Non usciremo vivi da qui!"

voto: * * *

Steve e Jenny sono una giovane coppia di fidanzati che decidono di regalarsi un weekend romantico lontano da tutto e tutti. Come meta per accamparsi con la loro tenda scelgono un lago isolato in mezzo ad un bosco. Tutto sembra perfetto fino all'arrivo di un gruppo di adolescenti un po' particolare che trasformerà la loro vacanza in un incubo senza uscita...


Prima di lanciarsi nel poco riuscito The Woman in Black, Watkins aveva girato questo Eden Lake che gira su tutt'altre tinte e temi.
Un survival apparentemente banale che però riesce ad intrattenere e a passare un messaggio che va aldilà del solito thriller. Per certi versi mi ha ricordato molto Un Tranquillo Weekend di Paura (che se non avete visto vi consiglio vivamente di farlo).

*Attenzione SPOILER*
La giovane, ingenua, coppia di protagonisti decide di concedersi una piccola vacanza in un paradiso dimenticato da Dio. E così è quasi in senso letterale poiché le persone che lo abitano sono persone lontane dalla società come la conosciamo noi: sono persone che vivono in semi-povertà, prive di cultura, di prospettiva, senza morale, dissociate dalla realtà. Sono persone emarginate che vivono senza regole, senza riconoscimenti ne punizioni. Persone che sopravvivono in una dimensione assurda divenuta per loro unica realtà.
Una realtà fatta di violenza, priva di rispetto per il prossimo e per la vita, promiscua e senza valori.
La loro è l'unica condizione di vita possibile, l'unica società esistente; non conoscono altri modi di esistere ed è per questo che la violenza che i ragazzini riversano sui due poveri fidanzati non sconvolge nessuno anzi viene quasi, in qualche modo esaltata.
Le uniche reazioni emotive che hanno i famigliari sono verso la morte di uno dei loro figli.
Non si preoccupano delle atrocità che hanno compiuto ma solo della morte del figlio riversando tutta la loro rabbia e frustrazione sulla povera ragazza.
A questo proposito è davvero azzeccato il cattivissimo bad ending inaspettato e ben riuscito coronato da un'ultimissima inquadratura che rappresenta a pieno tutto il film ovvero il ragazzino che si specchia indossando gli occhiali del povero Steve orgoglioso di se.
*Fine Spoiler*

Watkins riesce a tirar su un film crudo, forte e senza freni. Apparentemente solo sadico e violento ma che in realtà mostra uno spaccato di società vera dimenticata da tutto e tutti.

In sostanza quindi un thriller/survival con una marcia in più.
Da vedere (rigorosamente in lingua originale perché il doppiaggio italiano fa pena) con la consapevolezza di andare incontro a molto sangue e sadismo a valanghe.


CONSIGLIATO: Si.

Recensione di Midnight

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