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Hereditary - Le Radici del Male



















REGIA: Ari Aster;
ANNO/LUOGO: 2018 / USA;
GENERE: dramma, horror;
ATTORI PRINCIPALI: Toni Collette, Milly Shapiro,
Alex Wolff, Gabriel Byrne.

voto: * * * *

"Nessuno qui ammette mai quello che ha fatto"
TRAMA:
La tranquillità della famiglia Graham viene turbata da un lutto che segnerà l'inizio di un periodo nero.
Ma sembra esserci qualcosa di oscuro nel passato della famiglia che sembra voler venire a galla...

RECENSIONE:
Era da tempo che eravamo curiose di vedere questa pellicola e ora che finalmente è arrivata anche nelle nostre sale potevamo forse perdercela? Ovviamente no!
Hereditary, film debutto per il regista Ari Aster, è la storia di un dramma familiare, un dramma che ha radici profonde, che tormenta questa famiglia da anni.
Più che un semplice horror è proprio un vero e proprio dramma: si parla di elaborazione del lutto, di conflitti interiori, di maternità sofferta, di dinamiche di coppia, di solitudine il tutto con un atmosfera davvero angosciante e sinistra. Sotto questi aspetti ci ha ricordato molto il recente Babadook.
La storia coinvolge fin da subito lo spettatore che rimane turbato già dopo poche sequenze (su tutte quella dell'incidente davvero spiazzante!) trascinandolo in un tunnel di terrore, suggestione e dubbio senza ricorrere ad espedienti spettacolari o a grandi salti sulla sedia.

Tecnicamente ci troviamo fin da subito davanti ad un ottimo prodotto: bella la fotografia, i colori, gli effetti e la colonna sonora. Le atmosfere strizzano gli occhi più volte a classici del genere come Rosemary's Baby e Psyco.
Molto suggestivo l'espediente del lavoro della protagonista (artista che crea diorami molto realistici) cosa sulla quale si gioca tantissimo durante tutto il film.
Ottima poi la prova degli attori specialmente quella della protagonista (Toni Collette de Il Sesto Senso) davvero bravissima e terribilmente inquietante. Mitico anche il personaggio del buon vecchio Gabriel Byrne per il quale proviamo grande affetto e solidarietà (chi ha visto il film potrà capire perché, pover'uomo!!)

Non sarà forse il film più bello degli ultimi anni come lo hanno descritto però è sicuramente una pellicola da vedere; 2 ore di pura angoscia sono assicurate!!

CONSIGLIATO: SI!

Creep




















REGIA: Patrick Brice;
ANNO/LUOGO: 2014 / USA;
GENERE: Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Mark Duplass e Patrick Brice

"E' un cuore... ma è anche un miracolo.
Solo i puri di cuore possono essere guariti.
Guariamo questi bei piedoni!"

voto: * * * * *

TRAMA:
Aeron, un giovane videomaker viene ingaggiato su internet per un lavoro in una piccola cittadina in mezzo alle montagne.
Ma una volta giunto sul posto si renderà conto che il suo cliente Josef è molto più strano di ciò che si aspettasse...

RECENSIONE:
F I G A T A.
Basterebbe questa parola per recensire questo film indipendente girato con due lire da una coppia di amici.
Sì perché Creep è un thriller davvero riuscito e ben fatto.
In primis per la prova dei due attori e specialmente del folle Josef (interpretato magistralmente dal nostro nuovo mito Mark Duplass) che riesce a terrorizzare anche solo stando in silenzio.
Il tutto è girato in presa diretta e narra la storia del povero videomaker che si ritrova a dover assecondare le folli idee del suo strambo cliente.
Non ci sono elementi horror o paranormali solo una situazione realistica portata all'estremo.
La paura e l'ansia si insinuano piano piano nello spettatore che resta incollato allo schermo con il cuore in gola.

Tante le scene che potevano cadere nel banale ma che invece riescono sempre a concludersi al meglio strappando anche qualche risata (isterica) a chi sta guardando.
Indimenticabile l' interpretazione di Duplass che raggiunge il suo apice con PELURIETTO!!!

Pelurietto al suo TOP!
Finale inaspettato e ben riuscito che lascia la porta aperta ad un seguito che non si è fatto attendere (!)
ve ne parleremo presto perciò restate nei paraggi!!

Intanto, se non lo avete già fatto, correte a vedervi questo primo capitolo, non ve ne pentirete!
[Lo trovate anche su Netflix]

CONSIGLIATO: Assolutamente si!

Ritual III




















REGIA: Pavel Khvaleev;
ANNO / LUOGO: 2015 / Russia;
GENERE: onirico, drammatico, horror (?);
ATTORI PRINCIPALI: Polina Davydova, Evgeniy Gagarin, Lyubov Ignatushko

"La verità è la sola via d'uscita"

voto: * * / *


TRAMA:
In un piccolo paese della Russia colpito da una misteriosa malattia che sta sterminando la popolazione due ragazze cercano aiuto dal parroco del luogo che le aiuterà a scoprire la verità in un modo alquanto insolito...

RECENSIONE:
Attratte da diversi commenti positivi trovati in giro abbiamo voluto dare una chance a questo Ritual III (che inizialmente lo pensavamo essere il terzo di una saga e invece no).

Che dire, la cosa che salta subito all'occhio già dalle prime sequenze è una bellissima ed onirica fotografia esaltata da colori de-saturati e atmosfere quasi fiabesche.
Anche i pochi momenti di tensione/horror sono ben fatti e inquietanti ma c'è un MA: la trama.
Sì perché la storia vacilla in diversi momenti, fatica ad ingranare e raggiungere un punto cardine; sicuramente anche per colpa della lentezza inesorabile.

Quando il parroco convince Ayia ad intraprendere il viaggio nella mente della sorella (cosa che ci ha ricordato moltissimo The Cell) le cose sembrano farsi interessanti purtroppo però il tutto viene trascinato per le lunghe lasciando lo spettatore quasi del tutto a bocca asciutta.

Come già detto, a sorreggere il tutto c'è l'ottimo apparato tecnico e la favolosa fotografia ma quando, finalmente si giunge ad un epilogo si sceglie di mollare la presa e lasciare lo spettatore con un pugno di mosche.

*Attenzione SPOILER*
Si perché non è affatto chiaro che fine abbia fatto la povera ragazza: sta ancora vagando nel mondo dei sogni insieme a tutte le persone che il fantomatico prete ha "scelto"?
E poi che senso ha avuto in tutto questo la malattia ai fini della trama? Da cosa è scaturita?
Al solito, come spesso accade, non è dato sapere.
*fine Spoiler*

Per questo noi vi consigliamo la visione di questo film soltanto per il suo lato estetico che effettivamente merita davvero. Come film però, armatevi di pazienza e di fantasia perché non ci siamo purtroppo.

CONSIGLIATO: NO. (SI solo per il bellissimo lato visivo)

Veronica




















REGIA: Paco Plaza;
ANNO/LUOGO: 2017 / Spagna;
GENERE: horror / drammatico;
ATTORI PRINCIPALI: Sandra Escacena, Bruna González, Claudia Placer, Iván Chavero, Ana Torrent.

"Non sempre servono gli occhi per vedere"

voto: * * *

TRAMA:
Veronica è un'adolescente che vive con la madre e i suoi 3 fratelli più piccoli.
Un giorno, durante un'eclissi, insieme a delle compagne di scuola decide di invocare lo spirito del padre defunto con una tavola Ouija.... sarà per lei l'inizio di un incubo senza precedenti.

RECENSIONE:
Che gli spagnoli siano una garanzia in questo genere oramai lo si sa e per fortuna anche questo Veronica ne è stato la prova.
Sì perché questo nuovo progetto di Paco Plaza (regista di REC) non è assolutamente il film dell'anno però è una pellicola che riesce a coinvolgere e interessare lo spettatore dall'inizio alla fine.

Buono l'apparato tecnico: bella e realistica la fotografia, buona la recitazione e davvero azzeccata la colonna sonora della storica rock band spagnola Héroes del Silencio.

La trama, bastata su una vicenda di cronaca realmente accaduta in Spagna nel 1990, si sofferma molto sul difficile rapporto tra la giovane Veronica e il suo ruolo di sorella maggiore/madre verso i suoi fratelli, i suoi disagi adolescenziali, la perdita del padre, le amicizie che cambiano.
Attorno a lei, un'eclissi e una inquietante suora cieca rendono il tutto ancor più suggestivo.
Tutto il film resta in bilico tra realtà (allucinazioni e problemi psichici della ragazza) e veri eventi paranormali, lasciando allo spettatore il compito di dare un giudizio.
Non mancano i momenti di tensione e drammaticità.
*Attenzione vago SPOILER*
Finale che chiude riallacciandosi con l'inizio del film, forse un po' troppo lanciato verso la soluzione paranormale. Sarebbe stato meglio, a nostro parere, lasciare il dubbio fino infondo, una porta aperta tra credo e realtà.
*fine spoiler*

Concludendo possiamo dirvi che a noi questo Veronica non è dispiaciuto, è un film godibile e ben fatto da guardare liscio senza troppe pretese.

CONSIGLIATO: SI

Temple




















REGIA: Michael Barrett;
ANNO/LUOGO: 2017 / Giappone;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Logan Huffman, Brandon Sklenar, Natalia Warner.

"Non cercate quel Tempio, è maledetto!"

voto: * * 

Kate invita il suo amico Chris a fare un viaggio con lei e il suo nuovo ragazzo in Giappone.
I tre amici, dopo alcuni giorni di viaggio, scoprono su un misterioso libro, l'esistenza di un tempio sperduto tra le montagne e decidono di andare a visitarlo nonostante gli avvertimenti della gente del luogo...

Ok già dopo aver letto la trama le aspettative erano basse ma la locandina era così carina che ho deciso di dargli una chance.
Inizialmente ne rimango catturata: le atmosfere, la fotografia, gli attori abbastanza credibili insomma sembrava essere un buon prodotto e in effetti lo è ma solo fino all'ultima mezz'ora. 
Sì perché ad un certo punto il regista e lo sceneggiatore hanno deciso di darsi alla macchia e buttare tutto ai maiali come si suol dire

*Attenzione SPOILER*
L'ultima mezzora di film è infatti il delirio puro: statue volpesche che prendono vita, fantasmi (?) di bambini incazzati neri (ma perché?), la protagonista che si addentra, da sola, di notte, nella cava in cerca del fidanzato e che quando lo trova (sanguinante e mezzo distrutto) gli urla in faccia continuando a correre nella grotta (what??) per poi accasciarsi per terra e restare lì... boh...
E il bambino fantasma che ha affiancato i ragazzi per tutto il viaggio? Neanche un po' telefonata e prevedibile la sua identità di fantasma... -___-"
Si chiude infine con Chris, l'unico sopravvissuto, ridotto ad un mostro deforme (ma perché?) in una specie di ospedale penitenziario giapponese (a quanto pare accusato della morte della coppia) che da di matto e scappa via... vaaabééé
*fine Spoiler*

Insomma la prima parte è guardabile e godibile il finale NO.

CONSIGLIATO: no!

Recensione di Midnight

Cortometraggio: Il Male Perfetto

























REGIA: Alessandro Della Villa 
e Alessandro Moscatt;
ANNO/LUOGO: 2018 / Italia;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Gabriele Tiziani, Elena Scomazzetto,
Cristiano Woland Burgio.

"Questo è il Male Perfetto"

voto: * * / *

Un uomo si ritrova in una chiesa persa tra le campagne e, dopo un inquietante incontro con uno strano uomo in nero, avrà un solo obbiettivo: uccidere! 

Ancora una volta ci troviamo a commentare una produzione indipendente italiana, stavolta abbiamo anche avuto il piacere di poter assistere alla prima presso il cinema Spazio Alfieri di Firenze invitate dal protagonista Gabriele Tiziani.
Dopo aver visto il precedente cortomentraggio "Hypogeum"  dell'Associazione Obiettivo 51 notiamo subito un'ulteriore crescita registica e un'azzeccata scelta nel non eccedere nell'utilizzo di effetti speciali e make up fuori budget (cosa che avveniva nel precedente lavoro).
C'è una buona ricerca nei dettagli e nelle espressioni dei personaggi; c'è ricerca nei suoni e nelle ambientazioni, cosa non da poco.
La colonna sonora riporta alla mente sonorità anni 80 alla Dario Argento (cosa che a noi proprio non piace ma questo è un gusto personale).
Tecnicamente siamo su un buon livello, a parte qualche problema di audio, specialmente se paragoniamo il tutto ad altri prodotti indipendenti a basso costo che ci è capitato di recensire.
Il punto forte sta più di tutto nella fotografia che ci regala davvero delle belle inquadrature e sequenze paragonabili a film di grandi produzioni (da segnalare la scena della violenza sul tavolo e le riprese iniziali del protagonista che vaga per le campagne).
A livello di sceneggiatura la storia è interessante purtroppo però non riesce a convincerci (e coinvolgerci) fino in fondo. Anche il colpo di scena finale funziona ma sembra manchi qualcosa, e a noi ha lasciato praticamente indifferenti.
Colpa anche della recitazione che risulta un po' troppo teatrale e poco "sentita", specialmente quella del protagonista, che in alcuni momenti carica in modo eccessivo il personaggio tanto da allontanarsene e perderne il pathos.
Nel complesso comunque possiamo dire che la strada è quella giusta e che con qualche espediente in più la Obiettivo51 potrebbe giungere ad un ottimo risultato.

CONSIGLIATO: ni

1303 - La Paura ha inizio



















REGIA: Michael Taverna; 
ANNO/LUOGO: 2012 / Canada;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Rebecca De Mornay,
Julianne Michelle, Mischa Barton. 


"Gli appartamenti non uccidono. 
Le persone uccidono"

voto: *

Janet si trasferisce in un piccolo appartamento in periferia. La zona non è il massimo ma la casa è bella e l'affitto bassissimo. Purtroppo però già dalla prima notte inizia a sentire strani rumori ed avere incubi terribili... la casa sembra nascondere terribili segreti...

Remake del giapponese Apartment 1303 (che però non ho visto perciò non posso farne un confronto), questa è davvero una pellicola mal riuscita e noiosa.
Lunghissimi ed inutili dialoghi la fanno da padroni e qualche apparizione mal fatta qua e la tengono sveglio lo spettatore, che però, per restare vivo davanti allo schermo, deve comunque fare qualcosa come lavare i piatti, giocare con il cane ecc.
Ad un certo punto si tenta persino un risvolto drammatico con il rapporto tra la madre alcolizzata e le due figlie ma la cosa viene trattata in modo talmente superficiale e frivolo che anche no.
Tecnicamente siamo un livello medio basso nonostante la presenza della Barton (famosa per il suo ruolo in The O.C e già su queste pagine con Walled In, altra ciofeca notevole).
Insomma se vi capita sott'occhio lasciatelo dov'è!

CONSIGLIATO: Assolutamente no!

Recensione by Midnight

Hush - Il Terrore del Silenzio























REGIA: Mike Flanagan;
ANNO/LUOGO: 2016 / USA;
GENERE: Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Kate Siegel 
e John Gallagher Jr. 

"Tanto ti ammazzerò!"

voto: * / *

Maddie è una giovane scrittrice sordomuta. Si è appena trasferita in una grande casa in mezzo al bosco per finire il suo libro senza distrazioni.
L'unica persona su cui può contare è la sua vicina Sarah ma purtroppo non le basterà per essere al sicuro...

Ho iniziato questa pellicola di Flanagan (su queste pagine con Oculus e Il Gioco di Gerald) con molte aspettative. Ne avevo letto bene e il buon vecchio Mike ultimamente mi stava piacendo perciò sono andata a colpo sicuro.
Peccato perché dopo il salto in avanti con Gerald siamo di nuovo tornati indietro. 
Un film con una trama interessante e potenzialmente terrificante che però fa acqua da tutte le parti.
L'incipit è simile a The Strangers (film decisamente meglio riuscito): tizia sola in casa con tizio pazzo che la vuole ammazzare.
La tensione c'è, perlomeno all'inizio, poi però il gioco si protrae per troppo tempo e la noia e si fa spazio inesorabilmente tra uno sbadiglio e l'altro. Troppe scene davvero poco credibili e personaggi che creano davvero poca empatia.

*Attenzione SPOILER*
Brutto anche l'epilogo che sinceramente ho sperato fosse un bad ending e invece si risolve con lei che, tramutata oramai in Rambo 2 la Vendetta trucida il folle stalker come fosse niente. E ricordiamo che è totalmente sorda e che nella vita fa la scrittrice mica il militare! Maddai!
Brutto anche l'espediente di mostrarci il volto del killer (che tra l'altro era più inquietante con la mascherina).
*fine Spoiler*

I pochi momenti di tensione sono intervallati da eterni momenti di niente assoluto e da cliché visti e stra-visti.
Boh sarà che avevo delle aspettative molto alte ma sinceramente di questo film potete proprio fare a meno.

CONSIGLIATO: No!

Recensione di Midnight

Letters from a Killer




















REGIA: David Carson; 
ANNO/LUOGO: 1998 / USA;
GENERE: Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Patrick Swayze, Roger E. Mosley, Gia Carides, Kim Myers. 

"Ti troverò e non mi fermerò!"

voto: * * / *

Race è condannato a morte per omicidio e durante la detenzione ha relazioni epistolari con 3 donne.
Quando però alcune indagini lo scagionano dichiarandolo innocente inizierà per lui un incubo senza fine....


Trovato per caso in seconda serata tv ero ne ho iniziato la visione senza alcuna pretesa, anzi stra-convinta che sarebbe stato un film senza arte ne parte e invece? Invece questo Letters from a Killer si è rivelato essere una simpatica parentesi.
Un Patrick Swayze in ottima forma circondato da personaggi improbabili ma ben scritti e diretti.
La tensione c'è in diversi momenti e il finale con colpo di scena (non eccelso ma ci sta tutto) rendono questo film tv davvero godibile considerando l'anno di produzione e l'improbabile cast.
Lontani dal miracolo siamo comunque a bordo di una barca che scivola liscia fino alla fine strappando qualche risata (alcune scene sono esilaranti) e anche qualche attimo di tensione.
Chi l'avrebbe detto?!

CONSIGLIATO: Si dai!
                                                                                                                                                                  Recensione di Midnight

L'Uomo di Neve




















REGIA: Tomas Alfredson;
 ANNO/LUOGO: 2017 / Inghilterra;
GENERE: Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Michael Fassbender, 
Rebecca Ferguson, Val Kilmer, Charlotte Gainsbourg.  

"Non puoi forzare le cose per farle incastrare"

voto: * * 

Due agenti indagano sulle sparizioni di alcune donne avvenute in circostanze simili:
durante una nevicata.
I loro sospetti li faranno avvicinare ad una verità che non avrebbero voluto scoprire...

Finalmente dopo mesi le vostre Guardiane sono tornate INSIEME al cinema attratte come falene alla luce da questo thriller con il buon vecchio Fassbender e la regia di Tomas Alfredson (su queste pagine con il suo bellissimo esordio: Lasciami Entrare)
Facevamo bene a tenerci i soldi ahaha.
Scherzi a parte, questo thriller dal cast inspiegabilmente stellare, si fa guardare senza però lasciare niente allo spettatore.
Niente in termini di suspance, divertimento, recitazione, ecc. solo bellissime ambientazioni.
Siamo lontanissimi dai fasti di Lasciami Entrare dove sentimenti e poesia erano i protagonisti indiscussi. Dove la paura del diverso, il bullismo e le credenze popolari formavano una storia nuova e pian di significato.
Qui invece manca quasi tutto e si da spazio ad una storia traballante, personaggi privi di spessore e introspezione.
Non avendo letto il libro non possiamo farne un confronto ma possiamo dirvi che questa pellicola è proprio un thrillerino da seconda serata TV.
Tutto scorre liscio, anche troppo, e sopratutto tutto resta troppo in superficie.
Il protagonista, tormentato dall'alcool e abbandonato da amici e famiglia, manca di introspezione e di contenuto così come anche gli altri personaggi.
La noia non ti assale solo per la presenza di Fassbender e per l'Uomo Fantoccio ovvero Val Kilmer che ci ha deliziate per tutta la durata con la sua faccia sguascia e gonfia a tal punto da farci (sperare)pensare che indossi una maschera ma NO quella è proprio la sua faccia attuale! O_o
Val Kilmer nel momento della sua massima visibilità

*Attenzione SPOILER*
Ma la cosa che ha meno senso in tutto ciò è proprio il pupazzo di neve che si rivela essere solo il pretesto per attirare pubblico.
Tolte un paio di sequenze macabre (le uniche scene decenti) in cui il killer tenta di trasformare le sue vittime in "pupazzi di neve" e qualche pupazzo lasciato qua e la, per il resto sembra che nessuno si accorga di nulla! Persino il killer stesso non ci da spiegazioni.. Boh..
Ma non è solo l'inutile pupazzo a non avere senso: ci sono le lettere che il killer invia a Fassbender e lui non ne fa parola con nessuno (ma perché?), la fissazione del killer per lui talmente forte da farlo diventare il compagno della sua ex e perdere tempo per mesi.. mah..
*fine Spoiler*


Insomma c'è poco altro da aggiungere: per noi è un thriller tranquillo tranquillo da vedere solo se trovato per caso in TV e non avete nient'altro da fare.
Peccato Tomas torna in te!

CONSIGLIATO: no.

Il Gioco di Gerald




















REGIA: Mike Flanagan;
ANNO/LUOGO: 2017/ USA;
GENERE: Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Carla Gugino,
Bruce Greenwood,
Henry Thomas.

"Ma io chi ho sposato?"

voto: * * * *



Jessie e Gerald si recano nella loro casa sul lago per un weekand intimo lontano da tutto e tutti.
Una volta giunti sul posto Gerald propone a Jessie un gioco erotico che farà sprofondare i due in un incubo senza fine...

Film ispirato all'omonimo romanzo di Stephen King e sinceramente la cosa mi spaventava non poco, vista la scarsa riuscita di altre trasposizioni cinematografiche di King.
Per mia fortuna stavolta è avventuto il miracolo: un film davvero ben riuscito, sorretto da una storia originale, angosciante e peraltro per niente facile da trasporre su pellicola.
Buono l'apparato tecnico con una bella fotografia e degli effetti speciali, talvolta un po' grossolani ma riusciti.
Nonostante il film si svolga quasi interamente nella camera da letto dei due, lo spettatore non sente la necessità di uscirne (se non per fuggire insieme alla povera protagonista!) ma anzi è spinto a restare per scoprirne tutti i segreti.
Davvero da brividi la figura dell'Uomo del Chiaro di Luna, macabra e inquietante all'inverosimile.
Ma la vera forza del film sta nell'assenza di esagerazioni o forzature. Sta nel vedo-non vedo, nell'immaginazione, nell'angoscia data dalla situazione in se e nella prova dell'attrice che riesce ad intrepretare nel modo giusto la malcapitata protagonista.
Belli i flashback (che in generale adoro) con il padre di lei (che è l'ormai vecchio, anche se sempre identico ad allora, Elliott di E.T) e le scene con l'eclissi di sole piene di simbolismi.
Non potendo fare un confronto con il libro (che non ho ancora letto) posso dire che a mio parere questo è uno dei migliori film ispirati ad un romanzo di King.
E anzi azzardo di più: per me è uno dei migliori thriller usciti di recente, perciò da parte mia un bell'applauso a Flanagan che si sta dimostrando un degno rivale di Wan e company!
Che sia iniziata la rinascita del genere?
Incrociamo le dita e intanto.. state attenti alle manette...

[Lo trovate su Netflix]

CONSIGLIATO: Assolutamente si!
Recensione di Midnight

Intruders





















REGIA: Juan Carlos Fresnadillo;
ANNO/LUOGO: 2011 / Spagna;
GENERE: thriller, horror;
ATTORI PRINCIPALI: Clive Owen, 
Carice van Houten, Ella Purnell.

"C'è qualcuno nella mia stanza, l'ho visto!"

voto: * * / *

Londra,
la piccola Mia vive con i genitori in una casa fuori città. Dopo aver trovato un misterioso foglietto nel buco di un albero inizia ad avere incubi e a vedere una inquietante figura in camera sua.
La stessa cosa capita ad un ragazzino a Madrid...

Film trovato per caso in seconda serata tv (se ci seguite su Instragram già lo sapete)
Pronta già al peggio, me lo sono vista senza troppe aspettative e invece??
No tranquilli niente miracolo, figuriamoci, però questo filmetto ha le sue carte.
Gli spagnoli sanno il fatto loro in campo horror oramai lo sappiamo; hanno quel qualcosa in più rispetto al cinema di genere americano. Un certo romanticismo mi piace dire.
Questo film è lontano dai fasti a cui ci ha fatto abituare il maestro spagnolo Guillermo del Toro però ha comunque qualcosa di interessante.
La storia sembra essere un classico film sul solito Boogeyman con un mostro che tormenta i bambini di notte e così è in effetti quasi fino al finale che si rivela però essere un tantino più profondo di ciò che sembra.
Tecnicamente siamo su un medio-alto budget con cast stellare e classici effetti del genere: protagonista (Cliw Owen) su tutti e Carice van Houten (la Melisandre di Trono di Spade).
Ciò che funziona nel film è il vedo-non vedo che lascia allo spettatore il piacere di immaginare e fantasticare. Credere o non credere. Ed è qui che la pellicola riesce anche se non fino infondo.
Quello che manca è una maggiore introspezione e caratterizzazione dei personaggi specialmente man mano che ci si avvicina all'epilogo. Il piede su due staffe tra dramma e horror crea un po' di spiazzamento e incertezza nella visione.
Il finale chiude bene il sipario anche se poteva essere gestito un po' meglio, si resta un po' troppo in bilico tra la cavolata e la reale riuscita.
Nel complesso però Intruders si lascia guardare perciò se vi capita dategli pure una chance.

CONSIGLIATO: ni.
Recensione di Midnight

The Presence (2014)


















REGIA: Daniele Grieco; 
ANNO/LUOGO: 2014 / Germania; 
GENERE: horror, mockumentary;
ATTORI PRINCIPALI: Liv Lisa Fries, 
Henning Nöhren e Matthias Dietrich.



"E' qui lo sento!"

voto: * * * / * 


Markus sta scrivendo una tesi su avvenimenti paranormali e decide di passare 10 giorni in un castello abbandonato insieme alla sua ragazza e al suo migliore amico.
Il suo obbiettivo è quello di riprendere giorno e notte quello che avviene dentro il castello sperando di catturare qualcosa di paranormale per la sua ricerca.
Dopo alcune notti strani rumori iniziano a tormentare i 3 giovani... sembra che qualcosa o qualcuno li stia osservando...

Che i film nord-europei hanno una marcia in più oramai lo abbiamo capito e anche stavolta non si resta delusi.
Una pellicola sulla falsa riga dei recenti monckumentary come The Blair Witch Project e Paranormal Activity in cui i protagonisti filmano un dato periodo di tempo con l'intento di immortalare qualche oscura presenza.
Se il primo è diventato cult del genere (tutt'ora un ottimo film) il secondo (l'intera saga in realtà) una cioféca pazzesca!

Tecnicamente siamo difronte ad un buon prodotto, bella l'ambientazione (la parte esterna del castello con i boschi intorno è davvero bella), immagini volutamente "amatoriali" con colori de-saturati in pieno stile documentaristico fanno il loro dovere. 
Il budget sembra abbastanza basso: telecamera a mano e qualche semplice effetto sonoro; niente make up "fantocciosi", niente mostri con bocche allungabili che camminano sulle pareti. Prevale quasi totalmente il non-vedo ed il film vince.
La tensione resta viva fino alla fine ed il film riesce ad insinuare nello spettatore il dubbio se ciò che sta vedendo è reale o è qualcosa di paranormale.
Credibili anche i tre attori.

Le uniche pecche che mi sento di segnalare sono alcuni effetti un po' ridondanti della telecamera (vedi zoom selvaggio accompagnato da rumori assordanti) e il finale (che benché sia interessante) forse è un po' troppo veloce rispetto al resto e un po' troppo roboante. Ma non dico altro non voglio aggiungere spoiler.

Insomma che dire di più, secondo me questo è un buon monckumentary. Non un grido al miracolo ma un film godibile che riesce ad intrattenere senza prendersi troppo sul serio e senza voler strafare.
Io ve lo consiglio, se vi capita recuperatelo (lo trovate anche su Netflix)!
PS: Ovviamente da vedere in lingua originale!!

CONSIGLIATO: Si! 

Recensione di Midnight

The Neon Demon





















REGIA: Nicolas Winding Refn; 
ANNO/LUOGO: 2016 / Francia, Danimarca, USA;
GENERE: Horror, Thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Elle Fanning, Jena Malone, Bella Heathcote

"Io non voglio essere come loro, 
loro vogliono essere me!"

voto: * * 

Jesse è una giovanissima ragazza appena trasferitasi a Los Angeles per perseguire il sogno di molte come lei: diventare una modella. Ma al contrario delle sue colleghe lei ha qualcosa di speciale ed intangibile che sembra attrarre tutti dai manager agli stilisti.. nessuno può resistere al misterioso fascino di Jesse.. 

Di questo regista, ammetto l'ignoranza, conoscevo soltanto Drive che inutile ve lo dica ho adorato all'inverosimile. Per questo motivo sono stata attratta moltissimo da questa sua ultima pellicola.
La mia reazione però rimane dubbia: se da una parte abbiamo un film di una bellezza visiva strepitosa che ci propone veri e propri quadri in movimento, in cui ogni minimo dettaglio (che sia una luce, un trucco, la piega di un vestito, un gesto apparentemente casuale) è curato in modo quasi maniacale; da l' altra parte abbiamo invece una pellicola di difficile collocamento e dalla sceneggiatura un po' vaga.. Mi spiego meglio: quasi fino alla fine del film la storia ruota intorno alla protagonista, una giovanissima aspirante modella interpretata da una perfetta Ella Fanning, ma per quanto indugi su di lei in sostanza non racconta quasi niente; ci troviamo perciò davanti ad una prima parte veramente lunga che inevitabilmente ci porta a domandarci: "Sì tutto molto bello, ma dove andiamo a parare?" La parte finale (in pratica gli ultimi 10 minuti) ci scaraventa invece in un vortice di follia lì per lì di difficile interpretazione in quanto inserito così, quasi in maniera casuale. Non che The Neon Demon non abbia nulla da raccontare, sicuramente c'è una voluta critica verso la superficialità della vita moderna e anche verso certi ambienti, ma forse il regista si è perso un po' troppo nelle sue stesse parole e alla fine ha partorito un prodotto in cui "la bellezza non è tutto, è l'unica cosa" cit. (o poco altro, in questo caso). Senza contare che la pellicola viene presentata come un horror/thriller ma onestamente a parte qualche leggero accenno nelle atmosfere di alcune sequenze io al massimo lo definirei un film drammatico!
Merita comunque una visione, fosse anche solo per la bellezza visiva e per la colonna sonora che incanta (sbalzi mostruosi di volume a parte, che mi hanno costretta a fare a gara con il telecomando per tutto il tempo pur di non svegliare tutto il vicinato..).
Astenersi però benpensanti e persone dallo stomaco debole: sono presenti un paio di scene davvero forti!

CONSIGLIATO: ni.

recensione di Asgaroth

Body


















REGIA: Paween Purikitpanya;
ANNO/LUOGO: 2007 / Thailandia
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Arak Amornsupasiri
Ornjira Lamwilai
Patharawarin Timkul

"Il mio nome è Dararai... cercami!"

voto: * * *

Chon si trasferisce a casa della sorella che sta studiando per diventare medico e subito inizia ad avere terribili incubi e visioni orribili.
Spinto dalla sorella, convinta che il fratello soffra di qualche problema psicologico, si convince ad andare in terapia da una psicologa.
I suoi incubi però non migliorano e le sue visioni diventano sempre più terrificanti... forse quello che vede non è solo frutto della sua mente.. qualcuno cerca di dargli un messaggio?

Trovato per puro caso su Youtube ho iniziato a vedere questo film fidandomi dei commenti positivi che lo accompagnavano e.. assurdamente mi è piaciuto!
Sebbene sia apparentemente un film nei classici canoni orientali (tempi lunghissimi e fantasmi volanti attaccati al soffitto con capelli lunghissimi) la trama si rivela essere bella intricata e con un risvolto finale interessante e inaspettato!
Funziona anche la colonna sonora (non a caso il regista proviene dal mondo dei videoclip) e la prova recitativa degli attori non è male (anche se il doppiaggio italiano è pessimo).
Ma c'è un MA ed è anche bello grosso: gli effetti speciali che sono davvero agghiaccianti!!!
Vi giuro roba che supera il ridicolo! Si abbonda di effetti computerizzati indecenti (gatto impagliato, feto sguasciante, donna con occhi strabuzzanti e capelli infiniti). Se non altro queste apparizioni regalano attimi di pura ilarità!!! Io mi sono davvero sganasciata in diverse sequenze!
Credo che in parte il regista fosse consapevole di ciò anche perché ci sono invece delle sequenze dove le trovate visive non sono male e il basso budget viene arginato con idee interessanti (vedi scena del mare di sangue). Forse voleva dare un tocco di fantocceria per divertire lo spettatore? Non è dato sapere ma io mi son divertita!
Altra nota dolente forse la durata: 2 ore di film thailandese sono una bella sfida eh però si regge senza morire, i dialoghi e i momenti di stanca vengono quasi sempre intervallati da apparizioni e smostramenti perciò si arriva infondo senza sbadigliare troppo! (Mica poco!)
Insomma non è un filmone e non vi consiglierei certo di vederlo in seconda serata ma nel complesso questo Body ha le sue carte e le gioca bene perciò se siete curiosi dategli una chance!
Vi lascio anche il link Youtube diretto: QUI

CONSIGLIATO: si (per le risate soprattutto).

Recensione di Midnight

Emelie



















REGIA: Michael Thelin;
ANNO/LUOGO: 2015/ USA;
GENERE: thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Sarah Bolger,
Joshua Rush,
Chris Beetem,
Susan Pourfar.

"Giochiamo alla finzione?"

voto: * * / *

I coniugi Thompson per festeggiare il loro anniversario di nozze ingaggiano una ragazza come baby sitter per i loro 3 bambini.
Ignari però del fatto che la ragazza non è chi dice di essere....

Debutto per il regista Michael Thelin che si cimenta in un thriller basato su clichè già visti e difficilmente originali.
Therin però sembra essere sul pezzo e ci regala un film nel suo complesso godibile e con un certo grado di suspance. 
Buono il lato tecnico, le musiche e la prova degli attori (un po' meno il doppiaggio italiano, abbastanza pessimo) e anche la trama, benché non originalissima, non è male. 
*Attenzione SPOILER*
Ci sono poi un paio di scene "forti" simbolicamente ovvero quando Emelie va in bagno e chiama il povero bimbo vaccheggiando con lui, oppure quando decide di mostrare ai bambini un video dei genitori che fanno sesso; la ragazza deve avere qualche turba legata al sesso evidentemente ma la cosa non viene molto approfondita.
Un'altra cosa alla quale mi sento di dare un plauso è il fatto di riuscire bene a trasmettere allo spettatore quanto i bambini siano schiavi del loro essere tali; il loro essere inermi davanti a ciò che succede, la loro incapacità di reagire davanti a violenze psicologiche gravi come quelle a cui vengono sottoposti dalla baby sitter; il loro essere obbligati in modo naturale a subire.
Se la pellicola funziona su questo purtroppo perde colpi sul resto: tra le cose poco sensate c'è il fatto che la ragazza aspetti fino a tarda notte per decidersi a rapire il piccolo e andarsene.
Dico io, avrebbe avuto tutto il tempo per addormentare i tre bimbi con una scusa banale e scappare in tutta calma.. no??
Quello che poi purtroppo manca a questa pellicola è una maggior caratterizzazione dei personaggi e le motivazioni delle loro azioni; specialmente la baby sitter di cui scopriamo qualcosa attraverso una fiaba da lei stessa narrata, dei flashback e poco altro. 
Idem per il suo complice di cui non si sa niente di niente, compreso il motivo del suo gesto finale: è stato un incidente perché qualcosa è andato storto? Oppure ha deciso di immolarsi e suicidarsi per la causa di Emelie? boh non è chiaro...
Davvero poco sensato poi l'atteggiamento del bimbo più grande, non si capisce come mai una volta uscito di casa invece di andare alla casa sull'albero non è corso da qualche vicino a chiedere aiuto.. e poi come diavolo è riuscito a guidare l'auto del padre? Misteri dei thriller..
E poi com'è che Emelie, accecata dai petardi e poi messa sotto dall'auto, riesca a rialzarsi e fuggire così in fretta resta un altro mistero... forse c'è l'intenzione di farne un sequel?
Chissà...
*fine SPOILER*
Insomma secondo me nel complesso è un thriller che si lascia guardare e che, per essere un debutto registico, non è malaccio però c'è ancora da lavorare Michael!
[Se vi interessa comunque lo trovate su Netflix]

CONSIGLIATO: ni

Recensione di Midnight

Che fine ha fatto Baby Jane?



















REGIA:  Robert Aldrich;
ANNO/LUOGO: 1962 / USA;
GENERE: drammatico, thriller;
ATTORI PRINCIPALI: Bette Davis,
Joan Crawford

"Nessuno ti amava.. nessuno ti ha mai amato"

voto: * * * *



Jane Hudson era una bambina prodigio, piccola cantante e attrice da tutto esaurito ovunque mettesse piede. Purtroppo però crescendo perde la sua notorietà mentre sua sorella Blanche diventa un'attrice famosissima. Al culmine della sua notorietà Blanche rimane paralizzata a causa di un incidente, da quel momento Jane dovrà prendersi cura di lei...


Un classico dei classici. Un thriller profondo, ricco di suspance, recitato egregiamente e bello da vedere. Lo stile si rifà molto alla Hitchcock, specialmente nelle musiche e nell'atmosfera.
La trama scorre liscia in modo quasi prevedibile ma non stanca mai e nonostante la sua durata non così contenuta visto il genere ci tiene incollati allo schermo fino alla fine con il fiato sospeso.
Molti sono i momenti di tensione e la recitazione delle due protagoniste rende il tutto davvero di alto livello.
Una Bette Davis davvero al top che riesce a divertire e terrorizzare davvero con poco, mitica!
Ottimo l'apparato tecnico, i costumi e le musiche davvero suggestive. In particolare il tema principale "I've Written A Letter To Daddy" che si ripete cambiando sfumature in base alla circostanza: tenero quando Jane ricorda la sua infanzia, incalzante e spaventoso nei momenti più drammatici!
La trama è la rappresentazione dell'eterna rivalità tra sorelle, tra invidia, sadismo e ammirazione reciproca.
Il desiderio costante della notorietà, la voglia di affetto, la mancanza di calore umano.
Gli errori di due genitori desiderosi di portarne una al successo insinuando in lei, e così anche nella nella sorella, un sentimento di invidia e cinismo profondo.
Molte le scene che restano impresse nella mentre sempre in bilico tra il comico e il terrificante.
*Attenzione SPOILER*
Tra queste le indimenticabili scene dell'uccellino e del ratto nel piatto oppure quella in cui Jane sente la voce della bambola e inizia a parlare davanti allo specchio (bellissima!)
E la bellissima sequenza finale con Jane che danza in mezzo alla gente mentre la polizia trova il cadavere di Blanche. Wow!
*fine Spoiler*

E' un cult del genere e non potete perderlo!

CONSIGLIATO: Assolutamente si!

Recensione di Midnight

Grace





















REGIA:  Jeff Chan;
ANNO/LUOGO: 2014 / USA;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Alexia Fast,
Alan Dale, Lin Shaye. 

"C'è qualcosa che non va in me..."

voto: * * *

Grace ha 18 anni e dopo i primi giorni di college inizia ad avere spaventose visioni e sentire voci.
Dopo una festa finita male sua nonna decide di ritirarla da scuola e farla tornare alla sua vita casa e chiesa.
Ma le voci e le apparizioni non si fermano... un terribile segreto si cela nel suo passato...

Contrariamente alle aspettative (di film brutti su possessioni demoniache ne abbiamo visti a pacchi) questo film si è rivelato essere una piacevole parentesi.
La pellicola attinge dai classici del genere, ricordandoci Carrie - Lo sguardo di Satana e i più recenti L' Ultimo Esorcismo e il suo sequel ma ciò che la rende particolare è la scelta di girarlo in prima persona (con lo spettatore che vede quello che vede la protagonista per capirsi!).
Questo espediente regala una serie di prospettive interessanti, specie sul finale e sull'esorcismo davvero roboante!
Riuscite le scene di tensione, seppur semplici e senza grandi effettoni e trucchi fantocci.
Trama che fila liscia come l'olio, forse anche abbastanza prevedibile e scontata, ma nel complesso sta in piedi e coinvolge lo spettatore fino alla fine.

Nel cast spicca la mitica buon vecchia Lin Shaye (la nostra Elise della saga Insidious) e il pretone che altro non è che il perfido padre di Penny in LOST (Alan Dale).

Finale, forse non fra i più innovativi, ma in linea con il film e... simpaticamente demoniaco!
Insomma se vi capita sotto mano dategli una chance.

CONSIGLIATO: si.


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