Dead Snow



















REGIA: Tommy Wirkola;
ANNO/LUOGO: 2009, Norvegia;
GENERE: splatter, commedia horror;
ATTORI PRINCIPALI: Vegar Hoel, Stig Frode Henriksen, Charlotte Frogner.

"C'è una presenza demoniaca qui,
una presenza che non vorreste svegliare!"

voto: * * * *

Un gruppo di ragazzi va sulle candide montagne innevate della Scandinavia per passare le vacanze pasquali in allegria in un' isolato cottage. Appena cala la notte però uno strano tipo si presenta alla loro porta e gli narra una strana storia: durante la seconda Guerra Mondiale un gruppo di nazisti si era stanziato proprio nella cittadina ai piedi della montagna e capitanati da un gerarca crudele e sadico avano seminato morte e terrore fra gli abitanti. Questi però, stanchi delle sevizie che erano contretti a subire, si erano ribellati: i nazisti così rubarono tutto l' oro della città e fuggirono sulle montagne, dalle quali però non fecero mai ritorno..
I ragazzi rimangono turbati dalla storia ma non gli danno credito, così quando il vecchio se ne va continuano a festeggiare allegramente.. finchè non si renderanno conto che fuori dal loro cottage si aggirano dei famelici nazisti-zombi assetati di sangue!!

Il livello di trash di questo film lo si calcola altissimo anche solo dal fatto che i protagonisti cattivi sono degli zombi nazisti che si aggirano su delle candide montagne innevate (oddio ma vi rendete conto???), rendendomi questa pellicola assolutamente imperdibile!!!
Il commento generico è BELLISSIMOOOO!!!
Si vede che il regista adora il Maestro Raimi e ci propone un film che deve tutto a La Casa, che infatti cita ed omaggia in tutto e per tutto, a partire dall' idea di base (ragazzi che passano le vacanze in una baita sperduta e risvegliano entità mostruose), passando per scene intere (quando gli zombi agguantano uno dei malcapitati e gli schiacciano gli occhi con le dita.. non vi ricorda qualcosa?) e scelte di montaggio, fino ad arrivare al protagonista che si taglia il braccio destro per respingere l' infezione del male!
Dead Snow però non è soltanto una pellicola-omaggio, anzi vive di vita propria muovendosi fra sequenze serie e sequenze animate da una fresca ironia stile L' Alba del Morti Dementi, ma moooolto più splatter e azzardata che non potrà non soddisfare gli amanti del genere!
Fra le mie preferite tutta la sequenza iniziale di inseguimento nella notte sotto le note di In the Hall of the Mountain King, e la carica dei nazi-zombie nella battaglia finale accompagnata da una specie di musichetta coutry norvegese (l' intera pellicola ci propone una colonna sonora pop-rock del luogo, con qualche spruzzata di immancabile death metal).. senza pari alcuno!
Gli effetti speciali, per quanto amatoriali, sono davvero ben realizzati e i fiumi di sangue che si riversano per tutta la pellicola nel complesso non appaiono mai farlocconi; molto bello anche il trucco degli zombie, grottescamente calcato, e i loro costumi, ottima ricostruzione (apparte quello in tuta bianca che sembra arrivare dal RIS, fa spisciare!).
In sostanza, come penso si sia capito, questo Dead Snow mi è proprio piaciuto! ovviamente prendiamolo per quello che è: una pellicola da catalogare a pieni diritti nell' horror-trash più puro, leggera, divertente e soprattutto irriverente! da vedere armati di stomaco forte, una massicia dose di sana ironia, e tanta voglia di divertirsi!!!
by *Asgaroth

CONSIGLIATO: assolutamente si!





Road to L. - il mistero di Lovercraft




















REGIA: Federico Greco, Roberto Leggio;
ANNO/LUOGO: 2005, Italia;
GENERE: documentario, paranormale;
ATTORI PRINCIPALI: Roberto David Purvis, Simonetta Solder, Fausto Sciarappa, Federico Greco.

"Ci sono più cose in Cielo e in Terra,
che nei tuoi peggiori Incubi"

voto: * * */*


Secondo le biografie ufficiali lo scrittore americano H.P.Lovecraft non ha mai lasciato il suo continente. Ora però è stato ritrovato in Italia un manoscritto che sembrerebbe autentico nel quale lo stesso Lovecraft riporta di un suo viaggio nella zona del Polesine (alla foce del Po) datato 1926 alla ricerca di inquetanti e misteriosi miti del luogo.. Incredibilmente il folklore della zona sembra avere molti punti in comune con le terrificanti storie da lui scritte dopo quel fantomatico viaggio.
Così un gruppo di filmakers composto da tecnici internazionali, uno dei ritrovatori del manoscritto e David, un attore americano, hanno 10 giorni di tempo per recarsi sul luogo e girare un documentario nella speranza di riuscire a scoprire un vero e proprio collegamento tra Lovecraft e il Polesine.
Sfortunatamente per loro la cittadinanza del luogo si rivale da subito ostile e chiusa a riccio verso gli estranei, ancora di più se questi cercano di indagare i lati più oscuri delle loro tradizioni.. senza contare che quello che doveva essere il loro appoggio, il giovane Andrea Roberti che aveva anni addietro intrapreso una tesi proprio sulla connessione tra lo scrittore e il delta del Po, è misteriosamente scoparso nel nulla.. che avesse veramente scoperto qualcosa che non doveva scoprire? Anche i filmakers si renderanno ben presto conto che qualcosa di realmente misterioso ed inquetante li circonda..

La grafica non proprio accattivante del DVD e il fatto che fosse una simil-documentario peraltro di fattura italiana, non mi avevano propio convinto al 100%.. senza contare le immagini sul retro del DVD dove si intravede una faccia caprina che non promette niente di buono..
Ma si parlava di Lovecraft, così ho voluto provare.. e devo ammetere che questo film mi è proprio piaciuto un sacco!
La pellicola si struttura come se fosse un film composto da pezzi di interviste (quelle che poi andranno a comporre il vero documentario che è possibile vedere negli extra) e i dietro le quinte del documentario stesso: in pratica questo Road to L. è un "documentario del documentario" che gli stessi filmakers hanno voluto montare per testimoniare quello che hanno vissuto mentre giravano H.P.Lovecraft - Ipotesi di un viaggio in Italia.
E' da notare che l' intero film rivive, in maniera più moderna e con qualche ovvio cambiamento, proprio la storia di L' Ombra su Innsmouth, che viene più volte citata come opera tratta in tutto e per tutto da ciò che Lovecraft ha potuto vedere nel Polesine, anche perchè Innsmouth ha veramente molti tratti in comune con quella zona palustre: Road to L. si fonde così alla finzione letteraria, che a sua volta si fonde con la realtà folkloristica e geografica del Polesine.
Il bello della pellicola è sicuramente proprio il fatto che per tutto il tempo ci è impossibile distinguere la finzione cinematografica dalla realtà documentaristica: il fatto stesso del ritrovamento del diario dello scrittore che narra di un viaggio nel Polesine (fattore scatenante di tutta la vicenda) è una notizia fallace, che non ritrova riscontri veritieri nella realtà, ma che ci viene posta in maniera logica e accompagnata da interviste ad esperti, forse false, ma decisamente ben realizzate, tanto che è impossibile alla fine del film non adare a controllare di persona su internet; in contrapposizione ci vengono fornite informazioni interessanti sul folklore del luogo nelle quali gli appassionati di Lovrecraft non potranno non trovare similitudini con le sue opere.
Anche le varie interviste agli abitanti del luogo risultano abbastanza veritiere (apparte qualche piccola eccezzione in cui è evidente la loro teatralità, che tendono a calcare un po' troppo), e rispecchiano quel' ostilità che nei piccoli centri rurali viene riservata agli stranieri, soprattutto quando questi fanno domande su cose che non li riguardano, ricalcando ancora una volta tratti tipici dello stile Lovecraftiano.
I filmakers invece fanno tutti ottime prove, tanto che è difficile capire se stanno recitando oppure no!
Tecnicamente ci troviamo di fronte ad un' ottima produzione, per quanto in parte amatoriale, che ci propone una fotografia e delle riprese pulite e chiare, che risultano sempre realistiche; peccato per il montaggio sonoro che a volte sovrasta i dialoghi, e la non proprio brillante operazione di sottotitolatura che spesso sfoltisce i dialoghi traducendo solo alcune frasi. 
Infine un plauso va alla scelta, che avvalora ulteriormente questa semplice produzione, di non strafare con apparizioni "demoniache" o "mostri deformi" (visto che di quelli si parla), che sarebbero risultati fittizzi, ridondanti e forzati, ma di optare per il pervadere l' intera pellicola da un senso di angoscia e mistero che aumenta nei momenti in cui i filmakers sembrano entrare in contatto (anche a loro insaputa) con qualcosa di orribile ed inquetante, ricalcando quell' espediente del "vedo non vedo, ma lascio che l' immaginazione corra al galoppo" che richiama subito alla mente The Blair Witch Project e che ancora un volta funziona più che egregiamente, portando gli attori e noi con loro (proprio come succede ai protagonisti Lovecraftiani) da un sano scetticismo ad un crescendo di insinuose paure (la casa abbandonata immersa nel bosco con musichetta già di per se inquetante che proviene dal suo interno.. forse ero più predisposta del solito, ma devo ammettere che li e alla fine mi sono letteralmente ritrovata col sangue gelato :p), che sfociano nell' incontro non con la paura, ma con l' orrore.

*Asgaroth


CONSIGLIATO: si!


Blade Runner
























REGIA: Ridley Scott;
ANNO/LUOGO: 1982/U.S.A;
GENERE: fantascienza;
ATTORI PRINCIPALI: Harrison Ford,
Rutger Hauer, Daryl Hannah, Sean Young.

"Bella esperienza quella di vivere nel terrore vero?"

voto: * * / *


2019, Los Angeles.
6 Replicanti (uomini creati in laboratorio) dirottando un'astronave riescono ad arrivare sulla Terra.
Deckard, poliziotto specializzato nel trovare e terminare i replicanti, ha l'incarico di fermarli ma la missione sembra non essere così semplice...

Ispirato al romanzo "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" di Philip K.Dick, questo film è considerato un classico indiscusso del cinema di fantascenza... ahimè penso che sia un pò troppo sopravvalutato: la complessa trama avrebbe avuto bisogno di un prequel che descrivesse in maniera più dettagliata la storia dei Replicanti così come anche qualcosa di più sul protagonista e sul mondo futuristico in cui si ambienta il tutto.
Persino l'ormai famosissimo monologo del boss/replicante Roy Batty calato nel contesto è davvero sopravvalutato! Personalmente mi aspettavo davvero qualcosina i più.. peccato!
L'unica cosa che ho trovato interessante è il finale aperto che lascia lo spettatore confuso e crucciato a pensare.Tutto il resto l'ho trovato tranquillo, alquanto lento e non così coinvolgente come speravo.
Tecnicamente non ci sono effetti speciali esaltanti, la pellicola è quasi integramente avvolta in scene molto scure e noir in stile anni 80 caratterizzate da lunghe riprese della città sottolinetate da una musica elettronica.
Da ricordare l'ambientazione della casa dell'inventore immersa nei suoi giocattoli inquietanti.
La prova degli attori è buona anche se i personaggi e le loro storie, come già detto sono solo appena accennati.
Nel complesso un film da vedere ma senza esagerate aspettative.
by Midnight*
CONSIGLIATO: ni.

Piccoli Brividi - Il Pupazzo Parlante 3



TITOLO ORIGINALE: Night of the Living Dummy III;
GENERE: horror per bambini;
ANNO/LUOGO: 1996, U.S.A;
N° SERIE: 2;
N° EPISODIO: 24.

"Spero che ti troverai bene in questa famiglia di pupazzi pazzi!"

voto: * * *


Il signor  O'Dell è un ventriloquo, e si diverte insieme alla sua famiglia a giocare con i pupazzi, che conserva in soffitta. Tutto è apparentemente sereno fin quando un giorno porta a casa Sleppy, un nuovo pupazzo...


WOW!!! Sin dai primi minuti ci siamo chieste chi fosse diventato crescendo il giovane cuginetto, poichè ci sembrava avesse un viso noto, e infatti..... è HAYDEN CHRISTENSEN!!!!!!!!!!!!!!!!! prometteva già bene XDDD!
Questo episodio seppur il terzo di una minisaga all' interno di Piccoli Brividi è in realtà a se stante dai capitoli precedenti, avendo come unico filo conduttore il pupazzo demoniaco. La storia è carina, anche se non ci regala niente di estremamente entusiasmante  e ci ricorda a tratti il recente The Hole (che molto probabilmente si è ispirato a questa puntata..).
Piccola pecca la realizzazione dei pupazzi, soprattutto Sleppy che  sembra tutt' altro che inquetante, risultanto insopportabile alla vista.. sarebbe stato molto meglio se si fossero ispirati alla copertina del romanzo originale, o a qualcosa di simile ai pupazzi di Dead Silence.




"La storia di oggi racconta 
di un pupazzo malvagio che prende vita.
Vi auguro una buona serata, 
sedetevi e godetevi la storia ragazzi..."
R.L.Stine



Piccoli Brividi - La Maschera Maledetta




TITOLO ORIGINALE: The hounted mask;
GENERE: horror per bambini;
ANNO/LUOGO: 1993, U.S.A;
N° SERIE: 1;
N° EPISODIO: 1.


"Bye bye Carly Beth,
bye bye!"


voto: * * *


Mancano pochi giorni ad Halloween, e Carly Beth stanca di essere sempre presa in giro dai compagni decide di acquistare una maschera spaventosa per fargli uno scherzo. Ma una volta indossata capirà che non era una semplice maschera...

Ritrovate alcune cassette perdute di questa fantastica serie abbiamo deciso di rivederle con piacere e di inserirle nel nostro Labirinto del Terrore, visto che sempre di paura si parla!
Questo primo episodio ci cala con maestria in un filone di storie indirizzate ad un pubblico più giovane pur riuscendo comunque a coinvolgere anche i più grandi; è un piacere vedere queste puntate perchè hanno sempre un qualcosa di inquetante ed interessante, che ci riporta alla nostra infanzia malata...
Nello specifico questo è il primo episodio di tutte le serie tratto da uno dei libri più famosi della saga Piccoli Brividi: tecnicamente, considerato il target e l' anno in cui è stato realizzato, ci propone degli effetti speciali stile "casereccio", ma nel complesso non male (memorabile la sequenza in cui le maschere prendono vita e rincorrono la protagonista volando XDDDDD); così come gli attori, che sono tutti bambini o al massimo adolescenti, seppur regalandoci prove base riescono comunque a conivolgerci :)
Piccola perla finale la scenetta di chiusura con R. L. Stine (l' autore dei romanzi), che come in tutte le puntate introduce e chiude la storia, qui mostrandoci i suoi "genitori" che terrorizzati dalla visione dell' episodio appaiono smostrati e resi punk dalla paura XDDDD






"Tra poco vedrete sul vostro televisore uno dei miei racconti preferiti: La Maschera Maledetta.
E' la famosa storia di Halloween di una ragazzina che si chiama Carly Beth. L' orrore ha inizio quando Carly Beth si mette sul volto l' orribile maschera maledetta e ha fine solo quando si rende conto che non cè niente di più potente dell' amore della famiglia e degli amici.
Che cosa cè di tanto pauroso? lo vedrete! 
attenti signori, la paura vi aspetta.."

R.L.Stine







Legion

























REGIA: Scott Stewart;
ANNO/LUOGO: 2010/U.S.A;
GENERE: fantasy;
ATTORI PRINCIPALI: Dennis Quaid e  l'Incantevole Keamy (Kevin Durand). 

"Hai voluto vivere come loro, morirai come loro"

voto: *


Un gruppo di persone rimangono rinchiuse in una tavola calda sperduta nel deserto attaccati da strane creature demoniache. In loro aiuto arriva Michel un angelo caduto. Tutto sembra ruotare intorno a Charlie una donna incinta all'ottavo mese... vogliono il piccolo!
Ed è così che Dennis ci riprova FALLENDO MISERABILMENTE anche stavolta ed in suo aiuto arriva l'Incantevole Keamy che è cresciuta e stavolta si mostra a noi munita di muscoloni, ali di ferro e mazza chiodata stile trapano! XDDDDDDDDDD Ma non basta: un Ice Cream Man demoniaco allungato e fiero divora il Paradise Falls con sua nonna che rampina si fa una passeggiata sul soffitto del pub!

Seriamente parlando (ma come fare non sappiamo) questo film è inguardabile. Un clichè dopo l'altro ci portano in un delirio che sembra  davvero un mixone di pellicole del genere per citarne un paio: "Resident Evil" e "30 giorni di buio".
*Attenzione Spoiler*
La storia è assurda e soprattutto non trova spiegazioni: perchè Charlie è incinta del "salvatore"?? E poi, è incinta di checcosa??? Non ci viene spiegato perchè questo bimbo sia così importante, perchè gli angeli lo vogliano uccidere ecc.. Com'è poi che gli angeli posseduti arrivano a gruppetti di tanto in tanto e mai tutti insieme?? Perchè quando nasce il bambino non viene attaccato dai demoni visto poi che la madre lo porta a giro immezzo a loro??? E la domanda base è ma a Dio andrà mai bene qualcosa??? Si cambia idea come si cambiano le mutande!
VABEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Tecnicamente visto l'anno in cui è stato fatto poteva dare moooooolto di più: rimane su effettucoli base e mal fatti (vedi smostramenti demoniaci con occhietti neri e bocche allungabili madddaiiiiiii!!!) 
Per non parlare di vari elementi/personaggi inspiegabili come la bimba con sacchetto in testa munita di mazza che batte sul cofano di un'auto O_o, il "protagonista" che non solo è la brutta copia di Pacey Witter ma è anche l'incarnazione del classico tontolone americano compreso di tatuaggi in lingua angelica che dovrebbero fargli salvare il mondo (si e chi glieli traduce visto che l'angelo Michel se ne va con un: "Abbi Fede")
MAMMAMIAAAAAA!!!
Un susseguirsi infine di dialoghi retorici sulla famiglia, sulla religione, sul buon senso... insomma: una palla disumana!!! 

Ci spiace Dennis: TENTATIVO n° 3  FALLITO!

CONSIGLIATO: Assolutamente no!



Il 13° Piano






















REGIA: Josef Rusnak;
ANNO/LUOGO: 1999/ U.S.A/Germania;
GENERE: fantascenza;
ATTORI PRINCIPALI: Craig Bierko, Armin Mueller-Stahl, 
Gretchen Mol, Vincent D'Onofrio.

"-Dove sei?
-Direi alla fine del mondo!"

voto: * * */ *


Hannon Fuller, famoso programmatore, viene ucciso lasciando un'unica traccia sul suo omicidio all'interno del mondo virtuale che ha creato e che stava sperimentando. Tutto sembra incolpare l'amico e socio Douglas ma niente è come sembra....


Questo film è stata una piacevole scoperta, cosa che ogni tanto ci vuole!
La trama è intrigante sin da subito ricordandoci a tratti film come "Tron" (del 1982), "Matrix" (che tra l'altro è uscito lo stesso anno) e il recente "Inception" che deve moltissimo a questa pellicola.
Un mondo virtuale che si intreccia a quello reale crea una storia complessa dal ritmo incalzante che non lascia spazio a momenti di noia.
Un plauso va sopratutto agli attori specie a Armin Mueller-Stahl, a Vincent D'Onofrio che amiamo dai tempi di "The Cell" e in ultimis, ma non per importanza, Craig Bierko che ci da una buona prova regalandoci di tanto in tanto le sue mitiche espressioni epocali come in "Scary Movie 4" dove interpretava egregiamente Tom Cruise!!! XDDD
Tecnicamente è un film davvero ben fatto: dalle scenografie agli effetti speciali (tolta l'ultimissima sequenza in stile futuristico che è alquanto inguardabile) tutti di ottima qualità.
Come già detto per altri film che ci sono piaciuti, questo sarebbe stato un ottimo incipit per una serie tv davvero interessante!
In conclusione un film da vedere!

CONSIGLIATO: si!




My Son, My Son, What have ye done?

























REGIA: Werner Herzog;
ANNO/LUOGO: 2009/ U.S.A/Germania;
GENERE: thriller (?);
ATTORI PRINCIPALI: Michael Shannon,
Willem Dafoe, Grace Zabriskie, Chloë Sevigny.

"Perchè tutto il mondo mi sta guardando?"

voto: *


Il giovane Brad dopo aver ucciso la propria madre si è barricato in casa con degli ostaggi. Il detectiv Havenhurst indaga su di lui ricostruendo la sua storia con l'aiuto della fidanzata e del regista della tragedia alla quale Brad stava lavorando...


ABOMINIO INCONTRASTATO!
Questo film è un fallimento su tutti i fronti: la trama non regge su se stessa e barcolla passo dopo passo annoiandoci totalemente sin dai primi minuti colpa di sequenze lunghissime e inutili e dialoghi senza senso. Tecnicamente ci troviamo difronte a una fotografia orribile basata su un eccessivo effetto sovraesposto e saturato che spesso impedisce anche di vedere i volti dei personaggi; non aiuta anche la colonna sonora (???) che è una specie di ronzio cacofonico mixato con canti messicani, arabeggianti sparati a fuoco anche durante i dialoghi.
La cosa che più turba la visione di questo scempio sono i palesi tentativi di richiamare le tipiche surreali atmosfere lynchiane attraverso espedienti quali: carrelate panoramiche, nano, i fermi immagine e non ultimo la presenza della Zabriskie che è una delle attrici spesso usate da Lynch elementi che però qui sono mal resi e falliscono miseramente diventando ridicoli e assurdi. Non riusciamo a spiegarci come Lynch abbia potuto partecipare e mettere la faccia in questa cosa abominevole O_________O
La prova del protagonista è incomprensibile sia come attore che come personaggio: non doveva essere impazzito dopo il viaggio in Perù? E allora perchè è già pazzo da legare da sempre??? Perchè chiunque lo conosce e lo frequenta non lo fa rinchiudere e da spago e credito alla sua follia????
E poi tutta la trittica sulla religione da dove diavolo viene fuori??? Perchè mentre è in vacanza con gli amici sbarella e decide dal nulla di farsi chiamare con un nome profetico e prende una fittonata religiosa che poi viene abbandonata del tutto senza spiegazioni???? Le domande sono infinite percui terminiamo qui.... senza seperanza
Il pernio di tutto sembrava dover essere il rapporto madre/figlio mentre viene soltanto accennato col fatto che lui la uccide e basta!
Non ci sono altre parole....
PERCHE'????????????????????????????????????????????????????


CONSIGLIATO: Assolutamente no!



Wrong Turn






















REGIA: Rob Schmidt;
ANNO/LUOGO: 2003, U.S.A/Germania;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Desmond Harrington, Eliza Dushku, Emmanuelle Chriqui, Jeremy Sisto.


"Che intenzioni avranno?"

voto: *

Chris rimasto bloccato in autostrada si trova costretto a prendere una scorciatoia in mezzo al bosco; in un momento di distrazione tampona una macchina di campeggiatori.
Insieme ai ragazzi che ha tamponato decide di muoversi a piedi per cercare aiuto.. ma nel bosco non sono soli....

Abbiamo "sbagliato strada" e siamo finite nel fottuto/abominevole bosco di Wrong Turn -________- vabè!
Un infimo cast composto da Faith arrivata direttamente da Buffy (interpretando praticamente lo stesso personaggio spaccapalle ed odioso), Claudia di Relic Hunter, Mr. Faccia di Focaccia alias Jeremy Sisto (436 la Profezia) mille chili fa e infine, ma non per importanza, il protagonista che ci propone una impavida bruttacopia di tutti i maranzoni del cinema, ci regalano merda, merda, merda.
La cosa peggiore è la trama, che non solo è di una banalità sconfinata (ricordandoci altri film sui deformi psicopatici e peraltro la puntata di X-Files "Home" dove ritroviamo tre fratrelli deformi che uccidono i viandanti), ma in più rimane completamente campata in aria visto che non si tenta neanche minimanete di dare spiegazione e dignità al tutto, tramutandolo totlamente in un film che tenta la strada dello spletter fallendo miseramente -_-
Tecnicamente ci troviamo di fronte ad una farloccata infame dove trucchi e quantaltro sono realizzati veramente male.. Non cè altro da dire visto che niente si salva in questa pellicola.. lasciatelo perdere!

CONSIGLIATO: Assolutamente no.




The Red Shoes




























REGIA: Kim Yong-gyun;
ANNO/LUOGO: 2005, Corea;
GENERE: horror;
ATTORI PRINCIPALI: Kim Hye-su, Kim Seong-su, Go Su-hee, Lee Eol.


"Si deve chiedere prima di mettere addosso certe cose!"

voto: * * */ *

Sun-Jae vive col marito e la figlia, ma quando scopre che lui la tradisce decide di trasferirsi con la piccola in un appartamento in centro città. Una sera tornando a casa in metropolitana trova un paio di scarpette rosa apparentemente abbandonate, e vista la sua grande passione per le scarpe, decide di prenderle.. ma come lei tutte le persone che le sono accanto sembrano morbosamente attratte da queste; Sun si renderà ben presto conto che le scarpe non la lascieranno in pace...

Attratte dalla bellissima locandina è da tempo che volevamo vedere questo film, che fortunatamente non si è rivelato una ciofeca totale! L' unica domanda che però ci siamo poste per tutta la durata è: Perchè le scarpe non sono rosse, ma rosa fluorescente °_°??????????? ..quesito che non avrà mai risposta..
Tornando al film, la cosa più bella, che infatti colpisce sin da subito, è l' aspetto tecnico specie la fotografia che ci regala interessanti giochi di colore (giocati molto sul contrasto fra rosso e bianco, e sul prepotente risaltare del rosa delle scarpe), di messa a fuoco e tagli interessanti.
Una delle cose belle del film è l' attenzione nei dettagli, per esempio le inquadrature che mettono sempre in primo piano delle scarpe, la figura dell' occhio che rappresenta emblematicamente la vita/personalità di Sun, e il rumore ripetitivo e paranoico dei tacchi.
Persino le scene horror sono davvero ben fatte e di notevole impatto visivo ed emotivo merito anche della colonna sonora, che riprende musiche classiche, e che soprattutto quando è legata a scene di danza ci regala sequenze da sogno davvero molto belle.
Anche la prova degli attori non è affatto male, specie quella di Kin Hye-su (la protagonista) che, soprattutto nelle scene di terrore e delirio, riesce ad interpretare molto bene il suo personaggio.
La trama gira tutta intorno al mistero delle scarpe, e ci conduce ad un primo finale nel quale sembra venire risolto.. ma non del tutto: con un colpo di scena abbiamo il risvolto della medaglia e il film si conclude col suo vero finale.
Purtroppo per arrivare alla vera conclusione il film si perde nei meandri della metropolitana con una sequela di scene ridondanti, confusionarie e lente che smorzano molto la tensione e confondano lo spettatore, peccato!
Nel complesso rimane comunque un bel film che si lascia vedere più che piacevolmente conivolgendoci fino alla fine.


CONSIGLIATO: si.

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