REGIA: Lars von Trier;
ANNO/LUOGO: 2009, DK/FR/DE/IT/PL/SE;
GENERE: drammatico;
ATTORI PRINCIPALI: Charlotte Gainsbourg, Willem Dafoe;
"-Hai intenzione di uccidermi?
-Non ancora.."
voto: * * / * * *
Pensando che il loro bimbo stia dormendo, i genitori si lasciano andare ad un momento di intimità, ma il piccolo Nick si sveglia e approfittando della distrazione dei due va incautamente a giocare sul balcone.. un gioco che gli costerà la vita.
La coppia, ovviamente, si troverà ad affrontare una situazione di dolore estremo e soprattutto lei sembra impossibilitata ad uscirne scivolando sempre più nella depressione. Per aiutarla il marito, un terapeuta, decide di prenderla come pazienta, anche se non si potrebbe lavorare con i propri cari; per arrivare alla radice del suo dolore, che sembra essere oltre la morte del figlio, i due si recano nella loro casa di montagna, Eden, luogo che sembra spaventare mortalmente la donna.
Ma nonostante i primi approcci con la terapia sembrino funzionare, qualcosa di misterioso aleggia nell' aria e vecchie inquetudini torneranno ad abbattersi sulla già provata coppia..
Premetto che per me parlare o vedere scene di sesso non mi crea nessun problema, motivo per il quale da questo punto di vista il film non mi ha fatto ne caldo ne freddo, non fosse che fra tutt' e due non so chi era il più brutto da vedere nudo -_-.. pensavo, da come avevo letto "sesso esplicito a go gò" che si arrivasse a apici da film porno estremo, con loro due che non fanno altro che copulare per tutto il film; fortunatamente almento questo ci è evitato.
Per il resto secondo me questo non è un film, nel senso che non lo è come non lo era "2001: Odissea nello Spazio": è una consapevole visione visionaria, un gioco, un diletto artistico/mentale del regista. L' "anticristo", il diavolo e la stregoneria diventano un pretesto, e nenanche molto chiaro, per addentrarci sempre di più in un viaggio nel non-sense, nella spettacolarità delle immagini, nel gore e nella follia (del personaggio e non solo).
Se lo guardiamo con l' ottica del film, di qualsiasi genere, ma soprattutto horror, ci troviamo di fronte ad un' accozzaglia di spunti, idee e riflessioni buttate lì e abbandonate a se stesse, un continuo intrico di piste e di perchè che non ci portano da nessuna parte (perchè lei metteva le scarpe al contrario al bimbo? che cosa ha veramente scoperto nella sua ricerca sulla stregoneria? perchè lui vede animali morti animarsi?..) se non ad un finale tutto fuorchè chiaro.
Come opera visiva la pellicola, invece, guadagna molto più rispetto: bellissimo tutto il prologo in b/n e al rallentatore, in modo da scandire bene uno dei momenti più lirici di tutta la pellicola, e non solo perchè accompagnato da "Lascia ch' io pianga" di Handel.
In effetti è forse proprio "lirica" la parola che meglio si accompagna a buona parte di Antichrist: quasi musica sono infatti le sequenze al ralenti di lei che cammina nel bosco immerso nella nebbia, o quando lui è sotto la pioggia di ghiande, o la breve ma bellissima immagine di lei seduta nel campo col bambino..
Ovviamente a tutto questo vanno escluse le varie scene gore, che trovano il loro apice nella carcassa della volpe che si auto mangia le budella e poi girandosi verso di lui gli dice [si avete capito bene, parla...] "Il Caos regna", nella scena in cui lei lo masturba che sembra uscita diretta diretta da "I Cum Blood" dei Cannibal Corpse, ed in fine (ma non certo per importanza) l' auto menomazione del clitoride con un bel paio di forbici [grazie a dio sapendo già di questa scena l' ho potuta evitare, altrimenti non credo che avrei dormito stanotte].
Nel complesso si può dire che, per lo meno i primi due capitoli (il film è diviso in prologo, 4 capitoli e l' epilogo) si addentrano in maniera a dir poco magistrale nella disperazione della perdita, grazie anche alla veramente grande prova della Gainsbourg che riesce a farci partecipi di un dolore straziante e debilitante; nella seconda metà invece la pellicola si fa più claustrofobica e fumosa, il senso si perde e si affacciano nuove idee spesso sconnesse che ci portano ad un niente di fatto generale, che ritrova però un senso nella vendetta finale, per poi riperderlo comunque nel' epilogo che non si sa bene a cosa si riallaccia..
Se lo scopo del film era stupire, sconvolgere e provocare.. con me non ha funzionato; se invece era irritare sicuramente è andato più al centro, se non altro per quel nulla di fatto generale di cui sopra, che mi ha fatto sembrare l' ora e 40 passata in sala se non proprio sprecata, se non altro poco interessante. Ecco, il film non è che non mi sia piaciuto o mi sia sembrato noioso, è che (se si esclude la parte visiva, come già specificato sopra) l' ho trovato poco interessante.
*Asgaroth
CONSIGLIATO: ni..